Magari fuggire non è una soluzione
magari fuggire è una resurrezione.
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[…] The man who has builded during the day would return to his hearth as nightfall: to be blessed with the gift of silence […].
da Choruses from the rock, di T. S. Eliot.
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Sulla scrittura
Della scrittura sto finendo per odiare l’intera sua pratica. O meglio, ciò a cui costringe la sua pratica. Questo fatto del dover pensare di esternare su carta storie, vicende, semplici parole, più o meno o totalmente fittizie, e il fatto che poi tali cose debbano essere recepite da qualcun altro, ecco, io non lo capisco più. Ne sono incapace. La trovo un’operazione priva di senso. Ma, d’altra parte, cosa attendersi se si utilizzano dal principio gli strumenti sbagliati? La lingua stessa che utilizziamo ogni giorno, quella con cui diciamo “buongiorno” al panettiere, quella che ci investe quando leggiamo il giornale, è un malinteso. Un senso che si è inteso dare a dei grugniti o a degli scarabocchi, a nient’altro che a versi animali, impronte di zampe. Dante il “maiale”.
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Alcune cose sono semplicemente sbagliate.
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“Prima persona”
[…] Di te vivrò fin che distratto ecceda
il tuo nume sul mio
già estinto significato
fin che in altri terrori tu rigermini
in altre vanificazioni.
Da ZANZOTTO, Andrea, Poesie (1938-1986), Milano 1993
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Autocitazioni
“Sbilanciamoci: Ho capito che col nostro amore ci si può fare una vita intera.”
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Autocitazioni
“Io ti amo, non c’è altra cosa che conti.”
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Autocitazioni
“Ho capito che la fragilità delle cose, dei rapporti, è la fragilità nella quale si decide delle nostra umanità: si può dire che quest’ultima si basi su quella, che siamo uomini nella misura in cui siamo fragili. Ho capito che sono fragile perché ho paura di svegliarmi senza di te, perché ho paura di una tua possibile assenza.
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Autocitazioni
“Sei tutto quello che un uomo può incontrare quando si chiede se esista davvero qualcuna che è fatta per stare con lui”.
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Io e te.
«Io voglio scrivere del nostro amore, voglio amarti scrivendo, prenderti scrivendo, non altro»
Italo Calvino, le lettere segrete
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Mirror
I am silver and exact. I have no preconceptions.
Whatever I see I swallow immediately
Just as it is, unmisted by love or dislike.
I am not cruel, only truthful-
The eye of the little god, four cornered.
Most of the time I meditate on the opposite wall.
It is pink, with speckles. I have looked at it so long
I think it is a part of my heart. But it flickers.
Faces and darkness separate us over and over.
Now I am a lake. A woman bends over me,
Searching my reaches for what she really is.
Then she turns to those liars, the candles or the moon.
I see her back, and reflect it faithfully.
She rewards me with tears and an agitation of hands.
I am important to her. She comes and goes.
Each morning it is her face that replaces the darkness.
In me she has drowned a young girl, and in me an old woman
Rises toward her day after day, like a terrible fish.
da PLATH, Sylvia, I capolavori, tr. it. di Anna Ravano, Mondadori, Milano 2004, p. 208.
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Il problema è che questa sta diventando una filosofia di vita.
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Non riesco a giustificare le cose per come sono.
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